Il contesto di riferimento è quello della Diocesi di Kalemie nel territorio di Moba – Villaggi di Kirungu, Kala e Kalemie. Kirungu è uno dei tanti villaggi di questo territorio con una popolazione intorno ai 60.000 abitanti. Nella parte est del Congo, dove si trovano i villaggi di Kirungu, Kala e Lumono si parla lo Swahili, mentre la lingua ufficiale del Paese è il francese.

La Repubblica Democratica del Congo ha proclamato la sua indipendenza il 30 giugno 1960 e da due anni è dilaniata da guerre civili.

 

La vita economica per molti aspetti è ancora quella della società tradizionale africana. Lungo le coste del lago, nel villaggio di Moba Port, vi è un piccolo porto dove attraccano le navi merci provenienti da Kalemie e da Uvira (Burundi). Grazie a questa unica via di comunicazione, si riescono a trovare materiali utili per incrementare le attività di piccolo commercio. La principale attività della popolazione, essendo affacciata sul lago, è la pesca seguita dall’agricoltura. Le strade sono asfaltate solo nelle maggiori città; allontanandosi da queste ultime le strade diventano dei piccoli sentieri tortuosi poco praticabili soprattutto durante la stagione delle piogge. Solo una piccola percentuale della popolazione ricopre ruoli nei campi dell’insegnamento, della sanità, dell’amministrazione pubblica o nelle varie ONG operanti a Kirungu. Lo stipendio percepito è irrisorio e non basta a soddisfare le necessità familiari; per poter sopravvivere e garantire cibo alla famiglia le persone devono continuare a coltivare la propria terra.

Nel villaggio di Kirungu vi è una centrale idroelettrica, risorsa importantissima per la popolazione. Vista la difficoltà di reperire personale qualificato a causa dello scarso livello di istruzione e preparazione professionale, Neema ha creato nella scuola secondaria di Kirungu un percorso di formazione per elettricisti che permetta agli studenti di trovare impiego anche presso la centrale. La situazione sociale della popolazione congolese risente pesantemente dell’instabilità economica e dell’insicurezza causata dalle guerre. Molte persone a causa delle guerre hanno dovuto abbandonare i villaggi natii per fuggire nei campi profughi dello Zambia o nelle foreste limitrofe dove sono stati costretti a vivere per molti anni senza nessuna possibilità di ricevere istruzione; portando ad un elevato tasso di analfabetismo. Perciò, Neema finanzia e sostiene l’organizzazione di corsi di alfabetizzazione per adulti

Nel villaggio di Kirungu vi è un unico ospedale: visto dall’esterno, lascia intuire che prima della guerra fosse un buon ospedale suddiviso in reparti e con una valida struttura. Oggi dispone di soli 150 posti letto che dovrebbero rispondere alle necessità di 400.000 abitanti e dove mancano attrezzature, strumenti, igiene.  La gestione dell’ospedale di Kirungu è affidata al governo in una situazione traballante e precaria. I medici sono mal retribuiti e formati poco o niente, i farmaci scarseggiano e i pazienti sono costretti a pagarsi le cure mediche con conseguenze per la salute della popolazione facilmente immaginabili. L’ospedale è attrezzato di due sale operatorie ma dopo la guerra ne è rimasta attiva una soltanto la quale viene utilizzata per interventi di ernia, appendicite, parti cesari e, grazie ad alcune ONG, interventi chirurgici post lebbra.

Nei villaggi limitrofi, come Lumono e Kala, sono ubicati piccoli centri di salute, ma la mancanza di farmaci e strumenti rendono difficile curare anche la più banale delle ferite. Malaria, Aids, tifo, colera e malattie derivanti dalla scarsa igiene sono molto frequenti e portano ad un elevatissimo tasso di mortalità. Gli inesistenti controlli prenatali nonché la malnutrizione neonatale causa una mortalità ancora più alta nei bambini. Le difficoltà di trasporto e la notevole espansione del villaggio rendono problematico raggiungere l’ospedale e, nella maggior parte dei casi, i pazienti in emergenza arrivano quando ormai la situazione è ancor più complicata. Per i malati di tubercolosi vi è un’ala riservata all’interno dell’ospedale stesso, mentre il lebbrosario è situato nelle vicinanze. La lebbra è una piaga ancora molto diffusa in tutto il Paese, i casi più critici vivono con le loro famiglie nel centro destinato a questa crudele malattia; altri, meno gravi, si recano alla farmacia dell’ospedale per avere i farmaci necessari per curarla.

Durante il periodo coloniale belga il sistema scolastico del Congo era molto efficiente, nel territorio di Moba vi erano scuole primarie e secondarie di alto livello formativo, ove molti studenti si recavano anche dalla lontana Lubumbashi usufruendo di convitti appositamente messi a disposizione. Questo sistema è stato mantenuto per tutto il periodo dittatoriale, sebbene non vi fosse da parte dei governi nessun sostegno all’educazione e all’istruzione lasciando la scuola in balia di sé stessa e della volontà dei docenti.

A causa della guerra, l’istruzione scolastica si è degradata; durante il conflitto tutto ciò che poteva bruciare (porte, finestre, arredi, materiale didattico…) è stato utilizzato dai soldati del Ruanda per scaldarsi e cucinare, andando distrutto. In questo scenario si muove oggi la scuola congolese. Le aule, nella maggior parte dei casi, sono prive di banchi e panche; in alcune di esse vi sono ammassati grossi sassi o mattoni posti uno sull’altro che gli alunni usano come sedute. Il Paese prevede tre livelli di insegnamento: elementare, superiore ed universitario. Le scuole attualmente presenti a Kirungu sono 9 di cui 4 primarie e 5 secondarie mentre le università si possono trovare solo nelle grandi città.

Attualmente lo Stato gestisce alcune scuole nelle quali gli insegnanti vengono pagati in maniera insufficiente e saltuaria. Il recente rimpatrio dei profughi ha portato un incremento della popolazione ed un conseguente aumento di ragazzi bisognosi di istruzione secondaria, strutture delle quali Kirungu è carente. Non a tutti i bambini è possibile accedere all’istruzione scolastica; spetta solo a coloro la cui famiglia sia in grado di pagare una retta scolastica necessaria a pagare lo stipendio degli insegnanti. L’abbandono dei villaggi da parte dei giovani per recarsi a studiare, oltre a costituire un peso economico ingente per molte famiglie, comporterebbe a sua volta un indebolimento del villaggio stesso, una perdita di risorse giovani e istruite, preziose per lo sviluppo del paese. Perciò, Neema ha finanziato la costruzione e sostiene l’ampliamento di una scuola secondaria a Kirungu. Dal punto di vista religioso Kirungu è per il 70% a maggioranza cattolico, il restante 30% si suddivide tra musulmani, protestanti, seguaci della religione tradizionale africana e altre religioni minori. Nel villaggio è presente un Comitato parrocchiale impegnato in attività di promozione sociale come la coltivazione di campi a favore della popolazione, il mantenimento di pozzi d’acqua, attraversamento di ruscelli, ecc. Un altro importante compito del Comitato, in collaborazione con i medici locali, è quello di dare insegnamenti pratici per la prevenzione e la cura di malattie frequenti nella zona come ad esempio il colera e la malaria.